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Didattica in Calabria

La rubrica "L'esperto risponde"

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Venerdì 05 Marzo 2010

Alcune tra le domande poste agli esperti del portale fiorentinisicresce.it

Ecco a voi alcune dei quesiti posti al pedagogista e alla psicologa del portale fiorentisisicresce.it, collezionati nella rubrica “L’esperto risponde”. Se anche voi avete qualche altro quesito da porre contattateli a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

DOMANDA
Ho un bambino di 6 anni e mezzo che va in prima elementare. Ultimamente se vieto di fare qualcosa ha reagito dicendo che si sarebbe buttato dalla finestra e che in questo modo io avrei pianto. Dopo essersi comportato così in due occasioni, la terza volta mi ha detto che avrebbe fatto qualcosa, quindi si è avvicnato alla finestra e ha preso in mano la maniglia per aprirla ma non l'ha fatto. Devo preoccuparmi? Grazie

RISPOSTA
Gentile signora, io non mi preoccuperei più di tanto per il comportamento di suo figlio ma lo interpreterei piuttosto come un segnale di richiesta di attenzione. La prima elementare costitusce un passaggio estremamente delicato per i bambini ed è più che naturale che a questo punto dell'anno, quando la stanchezza inizia a farsi sentire, possano comparire comportamenti che, come genitori, ci mettono in ansia.

Nello specifico suo figlio ha capito che con quella frase riesce a metterla in difficoltà e quindi, ogni volta che vuole ottenere qualcosa o che viene sgridato, la reitera. La cosa migliore da fare in questi casi è cercare di ignorarlo e, qualora facesse il gesto di aprire la finestra, continuare a mostrarsi tranquilli (ovviamente tenendolo d'occhio). Nel giro di poco tempo il comportamento dovrebbe cessare ( solo se alle eventuali richieste accompagnate dalla frase non viene dato alcun seguito).
Come ulteriore consiglio, ne parlerei anche con le maestre per sapere se a scuola il suo bambino ha lo stesso comportamento e se viene manifestato anche da altri compagni.

Contestualmente sarebbe opportuno ritagliare dei momenti in cui svolgere un'attività "esclusiva", soltanto lei e suo figlio.
Tale attività, che può essere un gioco, la lettura di una storia, una passeggiata, dovrebbe avvenire regolarmente con cadenza quotidiana e dovrebbe essere un pretesto per parlare con lui di eventuali ansie o paure che lo affliggono.
Rimango a sua disposizione per eventuali altri chiarimenti.




DOMANDA
Abbiamo problemi ad addormentare una bambina, infatti stiamo un paio di ore prima di lasciarla sola nella culla. se la lasciamo sola in camera,si butta di sotto la culla. Come si addormenta una bambina di 2 anni?
è vivace durante il giorno,ma la sera dovrebbe dormire...durante il giorno non riposa più di mezz'ora,e non capisco come fare.
potete aiutarci? grazie,perchè siamo disperati!

RISPOSTA
La domanda che viene posta è abbastanza complessa, prima di tutto è bene specificare che non esiste un metodo unico per addormentare un bambino poichè ognuno ha le proprie esigenze. Certamente, preparare il bambino al sonno seguendo lo stesso rituale tutte le sere (es: pigiama, lavarsi i dentini, favola) è un'ottima cosa, anche perché è bene ricordare che i bambini piccoli nutrono un forte senso di ansia rispetto all'addormentamento, che viene vissuto come momento di distacco dalla realtà e dai genitori.

In alcuni casi può rivelarsi utile addormentare il piccolo nel lettone insieme al papà ed alla mamma e poi metterlo nel suo lettino. Più il bimbo è tranquillo quando si addormanta, più il sonno sarà sereno ed a questo proposito il contatto con i genitori risulta fondamentale. E' bene sempre prendersi tutto il tempo necessario senza avere fretta e soprattutto non bisogna lesinare coccole, fiabe, ninne nanne che sono importantissime per dare sicurezza ai nostri cuccioli.

In casi estremi, se il piccolo risulta molto agitato o particolarmente restio a prendere sonno, è possibile pianificare un "distacco graduato dal lettone", facendolo inizialmente dormire in mezzo ai genitori. Quando trascorrerà l'intera notte senza svegliarsi (ci possono volere diversi mesi), si procederà con l'abituarlo a dormire nel suo lettino, possibilmente posto nella stessa camera dei genitori. Successivamente, l'ultimo passaggio sarà quello di farlo dormire nel suo lettino in camera sua.

L'utilizzo di questa tecnica viene spesso scoraggiato poichè si pensa che far dormire un bambino in mezzo ai genitori non sia una cosa molto corretta, in realtà ciò non comporta nessun effetto collaterale e contribuisce a rasserenare il clima familiare, spesso turbato dalla mancanza di sonno non solo dei piccoli ma anche dei grandi. Personalmente con i miei figli ho utilizzato proprio questa tecnica e nel giro di un anno sono riuscito a farli dormire da soli nella loro cameretta. Nel caso estremo che tutte le tecniche possibili falliscano e che, raggiunta l'età scolare persistano problemi, è bene prendere in considerazione la possibilità che il bambino soffra di disturbi del sonno ed è bene parlarne con il proprio pediatra.

DOMANDA
La mia bambina ha 4 anni e si rifiuta categoricamente di mangiare la verdura. Devo obbligarla o è meglio lasciar perdere?

RISPOSTA
Nell’alimentazione degli individui di qualunque età, la verdura è di fondamentale importanza sia da un punto di vista nutrizionale che per la prevenzione di gravi malattie, quindi, specialmente ai bambini sarebbe opportuno riuscire a farla mangiare. Oltre a cercare di presentarla in maniera appetibile, e per questo si possono consultare buoni testi di cucina, un espediente che solitamente funziona è quello di costruire delle “storie magiche” attorno al piatto di verdure.
Il passato di carote per esempio, può diventare sangue di drago che, se mangiato fa diventare cavalieri forti e coraggiosi o dame dall’irresistibile fascino.

Le patate potrebbero essere pepite preziose che fanno acquistare poteri magici, mentre un passato di zucchine assomiglia alla terribile “bava di strega”! Sta alla nostra fantasia far diventare il pasto un momento piacevole e divertente, dove il bambino sia invogliato a mangiare anche quello che inizialmente non vorrebbe.

DOMANDA
Sono la mamma di un bambino che frequenta la 3 elementare, mio figlio è piuttosto agitato, anche se adorabile, ma quando si tratta di fare i compiti la situazione diventa insostenibile. Dopo pochi minuti si alza dal tavolo e non vuole più saperne, si distrae con estrema facilità. Presa dalla disperazione spesso ci rinuncio mandandolo a scuola senza i compiti fatti. Come posso aiutarlo?

RISPOSTA
Per prima cosa sarebbe importante creare uno “spazio” adeguato dove svolgere i compiti scolastici, un angolo della casa dove mettere una scrivania con lo stretto necessario per il lavoro, senza altri stimoli quali televisione, videogiochi e riviste che possono essere una facile fonte di distrazione.

E’ poi fondamentale stabilire insieme al bambino i tempi di lavoro e se i compiti sono molti e l’attenzione scarsa, può rivelarsi di grande aiuto svolgerli a “tappe” ( per esempio 5 minuti di riposo ogni esercizio fatto). Altra cosa importantissima è gratificare in maniera adeguata il bambino al termine del lavoro, facendogli percepire chiaramente l’importanza per ciò che fa. Seguendo queste semplici regole, la situazione dovrebbe migliorare in breve tempo.

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