Il libro tattile
Lunedì 03 Maggio 2010
Tante storie da toccare per i nostri piccoli lettori di domani. Oggi parliamo dei libri tattili, testi realizzati appositamente per trasmettere al bambino le sue prime sensazioni attraverso il tatto.
articolo di Valeria Gatti
UN LIBRO CHE NON SI LEGGE
Immaginiamo di non saper parlare, di non saper leggere, di non avere idea di cosa sia un libro. Un bimbo da zero a tre anni ha appena imparato a percepire il suo corpo. Inizia pian piano a distinguere tra sé e il suo spazio vitale, lo "spazio libero" e lo "spazio occupato" dagli oggetti e persone che gli stanno intorno.
Il bambino comincia a capire cosa può fare con il primo strumento a sua disposizione: le mani.
Un bimbo così piccolo può leggere un libro? Leggerlo in senso letterale ovviamente no. Sicuramente può iniziare a toccarlo.
TOCCARE PER CONOSCERE
La prima cosa che spontaneamente facciamo per conoscere un oggetto non è forse afferrarlo per sentirlo tra le mani? Lo prendiamo e lo stingiamo, lo soppesiamo, lo colpiamo e cerchiamo di capire se è possibile modificare la sua forma tramite la nostra forza o pressione. In breve ci ingegniamo per conoscere attraverso il tatto l'utilità e lo scopo di un oggetto.
I LIBRI TATTILI
La predisposizione dell'uomo e soprattutto del bambino di toccare per conoscere è il principio che ha ispirato l'invenzione dei libri tattili. Tra le mani di un bimbo piccolo l'oggetto-libro dovrebbe avere queste caratteristiche:
- contenere immagini grandi e colorate, dai contorni semplici e ben definiti, con soggetti che possano appassionarlo e divertirlo
- avere un legame tra un'immagine e la successiva, attraverso sì lettere e le parole che poi leggeranno i grandi, ma anche attraverso disegni e figure coerenti
- essere fatto di carta resistente, magari riciclata
- avere pagine spesse
LA TRIDIMENSIONALITA'
Una caratteristica innovativa dei libri tattili è la tridimensionalità che consente la percezione tattile come primo e importante canale di conoscenza e permanenza nella memoria di una storia. La rossa criniera del leone fuoriesce dalla copertina; il vello candido e riccioluto della pecorella, il pelo morbido e soffice di un gattino, tutto può essere toccato.
In una pagina il pulcino avrà un morbido peluche giallo, nell'altra la mucca un pelo più corto ispido e bianco e nero, l'asinello grigio e così via. Il tatto diventa il filo conduttore della storia e un importante strumento di conoscenza della funzionalità del libro per il giovanissimo lettore.
Ecco apparire un mondo fatto di racconti che si leggono, attraverso la voce dei grandi, che si guardano, grazie alle immagini colorate e definite e che si possono anche toccare!
IL SUONO DEL LETTORE CHE ACCOMPAGNA L'ESPERIENZA
Il suono della voce del lettore-cantastorie resta importante. La sua figura è decisiva per stimolare la fantasia e la memoria del piccolo apprendista intento a toccare l'oggetto del racconto. G. Rodari nel suo libro "La Grammatica della Fantasia" scrive:
"Una parola gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente".
UN LIBRO CHE NON SI LEGGEImmaginiamo di non saper parlare, di non saper leggere, di non avere idea di cosa sia un libro. Un bimbo da zero a tre anni ha appena imparato a percepire il suo corpo. Inizia pian piano a distinguere tra sé e il suo spazio vitale, lo "spazio libero" e lo "spazio occupato" dagli oggetti e persone che gli stanno intorno.
Il bambino comincia a capire cosa può fare con il primo strumento a sua disposizione: le mani.
Un bimbo così piccolo può leggere un libro? Leggerlo in senso letterale ovviamente no. Sicuramente può iniziare a toccarlo.
TOCCARE PER CONOSCERE
La prima cosa che spontaneamente facciamo per conoscere un oggetto non è forse afferrarlo per sentirlo tra le mani? Lo prendiamo e lo stingiamo, lo soppesiamo, lo colpiamo e cerchiamo di capire se è possibile modificare la sua forma tramite la nostra forza o pressione. In breve ci ingegniamo per conoscere attraverso il tatto l'utilità e lo scopo di un oggetto.
I LIBRI TATTILI
La predisposizione dell'uomo e soprattutto del bambino di toccare per conoscere è il principio che ha ispirato l'invenzione dei libri tattili. Tra le mani di un bimbo piccolo l'oggetto-libro dovrebbe avere queste caratteristiche:
- contenere immagini grandi e colorate, dai contorni semplici e ben definiti, con soggetti che possano appassionarlo e divertirlo
- avere un legame tra un'immagine e la successiva, attraverso sì lettere e le parole che poi leggeranno i grandi, ma anche attraverso disegni e figure coerenti
- essere fatto di carta resistente, magari riciclata
- avere pagine spesse
LA TRIDIMENSIONALITA'
Una caratteristica innovativa dei libri tattili è la tridimensionalità che consente la percezione tattile come primo e importante canale di conoscenza e permanenza nella memoria di una storia. La rossa criniera del leone fuoriesce dalla copertina; il vello candido e riccioluto della pecorella, il pelo morbido e soffice di un gattino, tutto può essere toccato.
In una pagina il pulcino avrà un morbido peluche giallo, nell'altra la mucca un pelo più corto ispido e bianco e nero, l'asinello grigio e così via. Il tatto diventa il filo conduttore della storia e un importante strumento di conoscenza della funzionalità del libro per il giovanissimo lettore.
Ecco apparire un mondo fatto di racconti che si leggono, attraverso la voce dei grandi, che si guardano, grazie alle immagini colorate e definite e che si possono anche toccare!
IL SUONO DEL LETTORE CHE ACCOMPAGNA L'ESPERIENZA
Il suono della voce del lettore-cantastorie resta importante. La sua figura è decisiva per stimolare la fantasia e la memoria del piccolo apprendista intento a toccare l'oggetto del racconto. G. Rodari nel suo libro "La Grammatica della Fantasia" scrive:
"Una parola gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente".








