L’alfabeto emotivo dei bambini – parte 2
Martedì 22 Giugno 2010
Seconda parte dell'articolo sull'alfabeto delle emozioni nei bambini. Si passa alla pratica. Scopriamo insieme un modo semplice e divertente per realizzare l'apprendimento delle emozioni nei bambini.
articolo di Valeria Gatti
…continua dalla prima parte
ACQUISIRE L’ALFABETO DELLE EMOZIONI
All’atto pratico ad esempio, per sviluppare l’alfabeto emotivo dei bambini, si può presentare loro diverse faccine in cui riconoscere le sei emozioni di base - gioia, tristezza, rabbia, meraviglia, paura e disgusto – e la faccina in fase di riposo, cioè in assenza di emozioni, la faccina che possiamo chiamare “neutra”.
E’ sufficiente fare sei carte su cui si disegnano semplici e lineari faccine tonde di bambini, simili agli emoticon, senza capelli o altri tratti che potrebbero distrarli. Si mostrano queste faccine con le sei espressioni ai piccoli che, con l’aiuto dell’educatore, osserveranno dapprima tutti i cambiamenti somatici dall’una all’altra e in seguito si eserciteranno imitando le espressioni delle emozioni.
L’APPRENDIMENTO NASCE DAL CONFRONTO
L’educatore può dire: “Ho le sopracciglia arcuate, gli occhi un po’ più piccolini, le linee della bocca all’insù…questa è gioia!“ E racconterà di quando lui stesso ha provato questa sensazione. Poi i bambini a turno prima imitano la faccina e raccontano le loro esperienze legate all’emozione che si sta esaminando. L’esperimento si trasforma in un simpatico e gioioso confronto, simile al teatrino dei mimi.
PER I PIU’ GRANDI
Per i bimbi più grandi, si possono associare anche altri elementi alle emozioni: i colori e le forme ad esempio. Si potrà chiedere loro di colorare la loro emozione di felicità, di disegnare i tratti del loro volto triste mentre si guardano allo specchio. Familiarizzare con le emozioni, vorrà dire conoscere un vocabolario sempre più vasto legato all’argomento e farlo proprio, svilupparlo, manipolarlo a proprio piacimento e con finalità positive.
I VANTAGGI DI IMPARARE LE EMOZIONI
Acquisire l’alfabeto delle emozioni vuol dire capire che non è solo l’esterno a farci stare bene o male, ma anche il suo riflesso dentro di noi. Il rimbalzare, il permanere, il trasformarsi di un oggetto, un’azione, una parola all’interno delle nostre sensazioni ed emozioni, sempre contingenti e relative alla situazione.
Ecco che l’alfabeto non è più solo l’a-b-c della scuola, delle letterine da imparare a memoria, ma è un costante e crescente apprendimento, sia di ciò che possiamo leggere o scrivere attraverso segni, sia dell’apparente invisibile azione di tutto ciò che assimiliamo e facciamo nostro coscientemente e giorno per giorno, imparando a capire e a vivere appieno le nostre emozioni e quelle di chi ci sta intorno.
…continua dalla prima parte
ACQUISIRE L’ALFABETO DELLE EMOZIONIAll’atto pratico ad esempio, per sviluppare l’alfabeto emotivo dei bambini, si può presentare loro diverse faccine in cui riconoscere le sei emozioni di base - gioia, tristezza, rabbia, meraviglia, paura e disgusto – e la faccina in fase di riposo, cioè in assenza di emozioni, la faccina che possiamo chiamare “neutra”.
E’ sufficiente fare sei carte su cui si disegnano semplici e lineari faccine tonde di bambini, simili agli emoticon, senza capelli o altri tratti che potrebbero distrarli. Si mostrano queste faccine con le sei espressioni ai piccoli che, con l’aiuto dell’educatore, osserveranno dapprima tutti i cambiamenti somatici dall’una all’altra e in seguito si eserciteranno imitando le espressioni delle emozioni.
L’APPRENDIMENTO NASCE DAL CONFRONTO
L’educatore può dire: “Ho le sopracciglia arcuate, gli occhi un po’ più piccolini, le linee della bocca all’insù…questa è gioia!“ E racconterà di quando lui stesso ha provato questa sensazione. Poi i bambini a turno prima imitano la faccina e raccontano le loro esperienze legate all’emozione che si sta esaminando. L’esperimento si trasforma in un simpatico e gioioso confronto, simile al teatrino dei mimi.
PER I PIU’ GRANDI
Per i bimbi più grandi, si possono associare anche altri elementi alle emozioni: i colori e le forme ad esempio. Si potrà chiedere loro di colorare la loro emozione di felicità, di disegnare i tratti del loro volto triste mentre si guardano allo specchio. Familiarizzare con le emozioni, vorrà dire conoscere un vocabolario sempre più vasto legato all’argomento e farlo proprio, svilupparlo, manipolarlo a proprio piacimento e con finalità positive.
I VANTAGGI DI IMPARARE LE EMOZIONI
Acquisire l’alfabeto delle emozioni vuol dire capire che non è solo l’esterno a farci stare bene o male, ma anche il suo riflesso dentro di noi. Il rimbalzare, il permanere, il trasformarsi di un oggetto, un’azione, una parola all’interno delle nostre sensazioni ed emozioni, sempre contingenti e relative alla situazione.
Ecco che l’alfabeto non è più solo l’a-b-c della scuola, delle letterine da imparare a memoria, ma è un costante e crescente apprendimento, sia di ciò che possiamo leggere o scrivere attraverso segni, sia dell’apparente invisibile azione di tutto ciò che assimiliamo e facciamo nostro coscientemente e giorno per giorno, imparando a capire e a vivere appieno le nostre emozioni e quelle di chi ci sta intorno.








