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Didattica in Calabria

L’alfabeto emotivo dei bambini

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Martedì 15 Giugno 2010

Per alfabetizzazione emotiva si intende un percorso educativo che contempla la nostra capacità di riconoscere e far proprie le emozioni, reagire a esse per generare esseri non solo pensanti ma anche “percepenti” il mondo.

articolo di Valeria Gatti

EmozioniEMOZIONI E BAMBINI

“Quando un bambino non riesce a sviluppare pienamente le sue potenzialità, tutta la collettività si è impoverita dell’unicità che egli rappresenta, ha perso quelle risorse che non sono riuscite a venire fuori”
. L’importanza dell’alfabetizzazione è sintetizzata in modo straordinario in queste parole del testo L’allenamento emotivo per i nostri bambini di C. Lo Presti – B. Quadernucci.

Nel libro si parla di un’alfabetizzazione che si differenzia e contemporaneamente va di pari passo con quella che definiremmo “tradizionale”. Come sostiene D. Kindlon “insegnare l’alfabeto delle emozioni per aiutare i ragazzi a diventare giovani uomini equilibrati e sereni (…) Questo processo è molto simile a quello nel corso del quale si impara a leggere.”

LA LINGUA DEL CUORE

Imparare l’abc di una lingua non è l’unico requisito che serve all’uomo per inserirsi in una comunicazione normale, relativamente alla nazionalità e al territorio di appartenenza. È importante capire che, anche in questo contesto, alla parte tecnica e convenzionalmente data e strutturata, va di pari passo anche quella considerata più istintiva e immediata, talvolta illogica e irrazionale.

Per alfabetizzazione emotiva si intende dunque un percorso educativo che contempla la nostra capacità, nel tempo e in determinati contesti, di riconoscere e far proprie le emozioni, reagire a esse, siano queste le nostre o le altrui, al fine di generare esseri non solo pensanti ma anche “percepenti” il mondo, in modo da stabilire con esso e i suoi abitanti interazioni armoniche.



CONOSCERE I SENTIMENTI

In una società in cui tutto ha la tendenza a correre, in cui non si ha neanche un momento per guardarsi dentro e riconoscere le nostre espressioni, capire le nostre “maschere” quotidiane, ecco che la capacità che ci è insegnata, o meglio re-insegnata, di riconoscere il significato di un tratto, del movimento dell’occhio o del labbro, riveste un ruolo fondamentale nell’interazione e comprensione reciproca.

Sono stati pensati addirittura programmi specifici da fare a scuola per realizzare e sviluppare questi obiettivi, ovviamente attraverso il gioco. Giochi che si focalizzerebbero sullo sviluppo delle principali componenti emotive di base: riconoscere le principali emozioni, quali sono in sé e negli altri; riconoscere l’espressione di tali emozioni e comprendere che passano attraverso diversi linguaggi; contestualizzare l’emozione, cioè attuare l’inserimento di un’emozione in una data situazione.

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