Giornata Mondiale dei Bambini
20 novembre - la Giornata mondiale dedicata ai diritti dell'infanzia.
articolo di Valeria Gatti
“Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l'aspetto più faticoso.
E' piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all'altezza dei loro sentimenti.
Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi.
Per non ferirli"
di Janusz Korczac
LA STORIA
Il 20 novembre 1959 l'Assemblea Generale dell'ONU, su proposta della Commissione per i diritti umani, adotta la "Dichiarazione dei diritti del bambino". E' una risoluzione, una dichiarazione di princìpi che sancisce "che alla maternità e all'infanzia devono essere assicurate speciali tutele e assistenza".
Trent'anni dopo, il 20 novembre1989, è approvata la "Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia". Da allora molti passi avanti sono stati fatti ed oggi i Paesi che hanno assunto questo importante impegno nei confronti dell'infanzia sono ben 193 (mancano all'appello solo gli Stati Uniti d'America e la Somalia). Ogni anno, nella sua ricorrenza, si rinnova un impegno. Ancora oggi, sciaguratamente - in tutti i Paesi, anche in quelli cosiddetti civilizzati - troppi sono i diritti negati; troppi i soprusi, le violenze e le dimenticanze.
L'IMPEGNO
"Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione": è ciò che l’Unicef ha stabilito bisognerebbe assicurare ad ogni bambino del mondo. Dobbiamo perciò batterci, ancora a lungo, per eliminare le tante violenze che cancellano questi diritti, con un'attenzione anche a quello che succede, seppure con dimensioni diverse, da noi.
I bambini devono essere rispettati, sempre ascoltati, accolti e posti al centro delle nostre azioni. Essi sono il nostro futuro e perciò un valore immenso da preservare.
“Dici: è faticoso frequentare i bambini.Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l'aspetto più faticoso.
E' piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all'altezza dei loro sentimenti.
Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi.
Per non ferirli"
di Janusz Korczac
LA STORIA
Il 20 novembre 1959 l'Assemblea Generale dell'ONU, su proposta della Commissione per i diritti umani, adotta la "Dichiarazione dei diritti del bambino". E' una risoluzione, una dichiarazione di princìpi che sancisce "che alla maternità e all'infanzia devono essere assicurate speciali tutele e assistenza".
Trent'anni dopo, il 20 novembre1989, è approvata la "Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia". Da allora molti passi avanti sono stati fatti ed oggi i Paesi che hanno assunto questo importante impegno nei confronti dell'infanzia sono ben 193 (mancano all'appello solo gli Stati Uniti d'America e la Somalia). Ogni anno, nella sua ricorrenza, si rinnova un impegno. Ancora oggi, sciaguratamente - in tutti i Paesi, anche in quelli cosiddetti civilizzati - troppi sono i diritti negati; troppi i soprusi, le violenze e le dimenticanze.
L'IMPEGNO
"Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione": è ciò che l’Unicef ha stabilito bisognerebbe assicurare ad ogni bambino del mondo. Dobbiamo perciò batterci, ancora a lungo, per eliminare le tante violenze che cancellano questi diritti, con un'attenzione anche a quello che succede, seppure con dimensioni diverse, da noi.
I bambini devono essere rispettati, sempre ascoltati, accolti e posti al centro delle nostre azioni. Essi sono il nostro futuro e perciò un valore immenso da preservare.








