Ninna nanna tra magia e tradizione
Giovedì 29 Aprile 2010
Il ruolo di un canto che sin dai tempi più remoti le mamme usavano per far addormentare i figli. Un canto che giunge nel mondo di oggi per accompagnare ancora dalla veglia al sonno i nostri bambini.
articolo di Valeria GattiIL CONTATTO TRA LA MAMMA E IL BAMBINO
L'atto di fare addormentare un bambino fra le braccia della mamma, è sempre stato, sin dall'origine dei tempi e a cominciare dalle società rurali, un momento magico, un attimo di pace e di estremo contatto e vicinanza con la figura materna, un importante veicolo di trasmissione di un primo e primitivo sapere sociale e retaggio comunitario.
NINNA NANNA NEL MONDO
Dagli indiani d'America agli indiani dell'India, dall'Islanda all'Africa più nera, non c'è cultura o società che non abbia tra le sue tradizioni la pratica della ninna nanna: da quando un nuovo nato è al mondo, può avere la fortuna di essere cullato e accompagnato al sonno da lievi note e voci femminili.
Nella maggior parte delle culture infatti, il suono e il linguaggio musicale sono considerati strumenti fondamentali per conoscere e conoscersi.
Le "berceuses" come sono chiamate nella lingua francese, stanno oggi ritornando ad avere un'importanza rilevante, facendosi portavoce, antropologicamente, della storia della trasmissione orale del sapere.
Le ninna nanne si sono fatte le prime portatrici dell'amore che lega un genitore al proprio figlio: i nativi americani ne sono un esempio sopra tutti, cantando litanie a testimonianza del bene rappresentato per loro e per l'intera comunità dalla nascita di un figlio, chiedendo alle forze della natura protezione e guida per la nuova vita.
NINNA NANNE OGGI
Nel corso della storia, hanno ispirato musicisti classici come Johannes Brahms, con la nota Lied Wiegenlied e ancora Mozart e Bach; ai giorni nostri, in un mondo moderno fatto di I-phones e videogames, si sono fatte risentire: la Comunità Europea ha, ad esempio, voluto raccogliere sotto la voce di "Lullabies of Europe" un ensemble di tutte le tradizioni del vecchio continente sull'argomento.
IL VIAGGIO DALLA LUCE AL BUIO
La magia di un passaggio: le immagini ultime che ci accompagnano nel letto si frantumano in quei pochi minuti che intercorrono tra la veglia e l'inizio del sonno, i pensieri perdono consistenza per poi andare piano piano ricomponendosi come morbidi pezzi di un puzzle in quelli che saranno poi i nostri sogni.
Un bambino forse non ha ancora piena coscienza di ciò, difficilmente l' ha persino l'adulto, ma sicuramente ha un suo modo importante di vivere questo salto tra il giorno e la notte, la luce e il buio.
La mamma, o chi per lei, diventa traghettatrice, accompagnandolo con il corpo e con il canto; l'infante, che si lascia andare al peso del sonno tra le sue braccia, ne guida a sua volta la modulazione, l'altezza e il tono dell'intera melodia.
Il cerchio si chiude in suoni ripetuti, ritornelli ipnotici, cantilene a rima baciata e ricche di assonanze, come lontani rituali woodoo, in cui l'uso dello strumento voce-corpo umano ritorna ad avere un grande valore.
L'iniziazione all'"umanizzazione" e alla vita grazie alla musica, non è privilegio solo delle mamme: le zie, le sorelle, le nonne, oggi sempre di più le bambinaie e le educatrici, contribuiscono a trasmettere con dolci litanie la loro partecipazione al mondo.
Mondo, quello narrato nelle ninna nanne, che resta comunque quello di una società patriarcale, che le ha viste magari in passato donne sottomesse, che ora sfogano, attraverso i contenuti di quei canti, un momento di rabbia passata.
Così l'immagine finale, la tata sudamericana che canta al neonato italiano, in un castigliano dalla esse "mangiata", le tradizioni portate da un mondo e da tribù lontane: un atto che ci rende più vicini, che alimenta una prima sensazione di accoglienza in entrambi i sensi e di pace, il sentirsi tutti compartecipi di un unico destino: benvenuto sulla terra, Uomo! Benvenuto a bordo!








